Vent'anni fa...


 

Ecco qualche riga riguardante la rarefazione delle specie, scritta ben venti anni fa da un famoso entomologo e divulgatore.



"L’uomo è in aperto contrasto con il concetto di una natura vergine, benchè egli stesso ne faccia parte integrante e dipenda per la sua esistenza da essa. Da un lato vorrebbe conservarla intatta in tutta la sua varietà e ricchezza, fosse soltanto per ragioni estetiche, dall’altro è costretto ad imbrigliare le forze della natura e ad assoggettarle ai suoi interessi (...). 
Nonostante alcuni successi parziali, la sua attività si traduce più in devastazione ed impoverimento che in trasformazione e padronanza della natura. 

Gli insetti rappresentano un indice assai sensibile delle attuali condizioni del mondo naturale. Per fare un esempio, negli anni quaranta, sui campi e sui prati dell’Europa centrale le specie comuni di farfalle erano 46, nei boschi 28. Nel 1980 le farfalle diurne di più vasta diffusione erano ormai solo 11, e nei boschi 9. Le altre specie venivano descritte come rare. Tutto sta ad indicare che tale tendenza al ribasso è continuata, e continuerà in futuro. Già oggi molte specie sono rinvenibili solo nelle collezioni e nei musei. 

La ragione di tutto ciò è semplice: l’ambiente è stato, nel senso più letterale del termine, distrutto e completamente rimodellato dall’uomo. 

Tutti questi mutamenti sono avvenuti nel corso di una generazione soltanto. Ci si chiede quanto a lungo ancora questo stato di cose potrà continuare e dove sia tracciato il confine che ci separa dalla distruzione di ogni spazio vitale. A giudicare dagli insetti, e non solo da loro, sembrerebbe che tale soglia critica sia già stata sorpassata". 

(Novàk - Severa, Le Farfalle, Praga 1980)